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La carruba, una leguminosa dimenticata

Frutto o bacello di una pianta sempreverde diffusa in Sicilia e nel Sud.
Gli Arabi utilizzavano i semi chiamati carati per la loro particolare caratteristica: il peso costante consentiva il loro utilizzo come unità di misura delle pietre preziose.
L'elevato contenuto di zuccheri della polpa (60%) ne conferisce un sapore dolciastro rendendola atipica dal punto di vista nutrizionale dagli altri legumi.
E' ricca, però, di minerali (calcio, potassio, rame e manganese) e vitamine (A, D, B1, B2 e B3)
Altra caratteristica è la ricchezza di fibra grazie alla quale si richiede una lunga masticazione e si caratterizza per un elevato indice di sazietà.
La polpa fresca ha un'azione lassativa, viceversa la farina ottenuta dai semi è un antidiarroico in quanto assorbe una quantità di acqua pari a 50-100 volte il suo peso.

I semi macinati, tradizionalmente, venivano usati per il recupero di problemi gastrointestinali.
Mescolata con il burro produce una pasta simile al cioccolato per sapore e consistenza a differenza del quale, però, è meno calorica e priva di caffeina e teobromina.
La farina dei semi di carrube può essere usata come addensante, stabilizzante ed emulsionante. La troviamo in molte preparazioni industriali; la sua presenza è indicata con la sigla E410.


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