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Cibo o integratore?

Gli integratori alimentari sono sempre più utilizzati: in Italia da 1248 milioni di euro nel 2008 si è raggiunto nel 2010 la cifra di 1648 milioni di euro.
Alcuni di essi hanno una funzione disintossicante; altri, invece, fungono da supporto al normale regime dietetico. In commercio è possibile trovarne diversi tipi: sotto forma di polveri, compresse, capsule o liquidi.
Possono essere metabolizzati come normali alimenti e in alcuni casi accelerano il metabolismo. Assicurano il nostro fabbisogno energetico giornaliero durante attività fisiche particolarmente impegnative e sono in grado di determinare un maggiore benessere psicofisico.
Il loro uso, però, non deve essere associato a una cattiva informazione: non si può decidere da soli quando assumerli (sbagliato andare in farmacia e acquistare il ferro nel caso di una lieve anemia). Ma è fondamentale, per la nostra salute, rivolgersi ad uno specialista che in base alle condizioni fisiche e nutrizionali di partenza, deciderà per noi il tipo giusto e il relativo dosaggio.
E' assolutamente vietato il fai da te, soprattutto in presenza di disfunzioni metaboliche importanti.
I principi nutrizionali
Non esistono composti o integratori, siano essi sotto forma di pillole (i più comuni), di liquidi o polveri, che siano in grado di sostituire un regime dietetico equilibrato. La parola integratori indica, infatti, una funzione di supporto rispetto al cibo e non di sostituzione ad esso. Così come non esistono integratori ‘miracolosi’ che da soli bruciano calorie e consentono di dimagrire notevolmente. Piuttosto, gli integratori sono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali vitamine e minerali, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti vegetali, sia monocomposti sia pluricomposti, in forma predosata disponibili in diverse composizioni. Alcuni integratori possono, infine, anche contenere fitocomposti farmacologicamente attivi (un esempio può essere rappresentato dai fitoestrogeni della soia, sostanze naturali che svolgono un’azione simile a quella degli estrogeni della donna, che sono indicati nel periodo post-menopausale).
Perché no il fai da te
Un principio generale della tossicologia afferma che la tossicità di una sostanza dipende essenzialmente dalla dose. Anche l'acqua assunta in dosi eccessive può risultare letale; stesso discorso vale ad esempio per sale da cucina, caffeina, alcool etilico. Anche le vitamine in dosi elevate risultano essere tossiche. Non bisogna pensare quindi che alcune sostanze possano essere innocue in assoluto. Gli integratori proteici per gli sportivi, ad esempio, oltre che essere spesso inutili in quanto il surplus di amminoacidi non è utilizzabile ai fini dell'aumento della massa muscolare, questi possono risultare addirittura dannosi poichè il sovraccarico di composti azotati (aminoacidi) richiede un maggiore lavoro da parte di fegato e reni.
Non è corretto fare generalizzazioni. Esistono numerose tipologie di integratori, differenti per i micronutrienti (sostanze non energetiche come i sali minerali e le vitamine) in essi contenuti, non sempre e non a tutti indicati. Ad esempio, quando si è in presenza di una malattia con un’alta incidenza come il diabete, possono essere consigliati il cromo per la sua dimostrata capacità di incrementare l’azione dell’insulina o, come fibra il glucomannano per l’azione inibente l’assorbimento intestinale degli zuccheri e l’innalzamento glicemico e ancora, nei casi di osteoporosi (molte donne durante la menopausa ne soffrono) saranno prescritti calcio e vitamina D per favorire il trofismo della massa ossea. Solo il medico, però, o il biologo nutrizionista, a seconda dei casi, possono valutare la necessità, l'inutilità o la dannositá dell'utilizzo di un integratore alimentare. Attenzione a non fare da soli!
Quando sono indicati?
Le indicazioni possono essere molteplici.
• Sono consigliabili come semplice supplemento dietetico per soggetti sani che non riescono ad assumere tutti i micronutrienti necessari (ad esempio sono utili nei vegani che, seguendo una dieta priva di alimenti di origine animale, sono carenti di vitamina B12 );
• Rappresentano un notevole aiuto per pazienti che necessitano di un apporto maggiore di uno o più degli stessi micronutrienti (si pensi ai casi di anemia e quindi alla necessità di ferro);
• Possono essere utilizzati in aggiunta alla dieta di sostanze non necessarie ma utili in alcuni stati fisiologici (ad esempio nella gravidanza può essere indicato assumere acido folico e ferro) o quando ricorrono determinate patologie (si pensi agli stati cachettici, alle malattie nell’anziano).
A cosa servono
La loro funzione dipende dai micronutrienti in essi contenuti. Possono ‘completare’ un regime dietetico, sia in senso energetico (integratori ad alto contenuto di zuccheri) che trofico (amminoacidi e proteine), antiossidante (carotenoidi, vitamina C) e nutritivo (negli stati carenziali) oppure avere una funzione terapeutica, quando sono costituiti da fitocomposti attivi (altro esempio al posto dei fitoestrogeni nella soia), o come supporto di una terapia medica (il ferro in alcuni casi di anemia, lo iodio in alcuni ipotiroidismo, l’acido folico in gravidanza, carotenoidi in alcune patologie fotoindotte). Per non perdersi nella giungla di prodotti disponibili sul mercato e per non utilizzarne tanti che nella maggior parte dei casi sono inutili se non dannosi, è bene affidarsi al giudizio di un professionista competente, medico o biologo nutrizionista, che possa valutare caso per caso la necessità e il tipo di integratore più idoneo ad ogni singolo caso, fermo restando che quasi sempre un’alimentazione sana e completa assicura tutto il fabbisogno necessario all’organismo, senza dover ricorrere ai supplementi.
Rischi e pericoli del consumo scorretto
Il nostro organismo non sempre reagisce in maniera uguale ad ogni singolo composto presente negli integratori, soprattutto perché alcuni possono essere indicati più di altri a seconda delle condizioni fisiche (se si è affetti o meno da patologie) e nutrizionali di partenza. Ognuno può essere digerito, assorbito, metabolizzato o meno e in ciascuna di queste fasi l’integratore interagisce in diversi modi con il nostro organismo.
Quale valutazione farà lo specialista x la loro scelta?
Lo specialista prima di consigliare il loro utilizzo valuterà, mediante esame clinico o di laboratorio, eventuali stati carenziali per i quali può essere necessario integrare. Inoltre anche la terapia di alcuni stati patologici può avvalersi dell'utilizzo di integratori specifici. Ovviamente prima di effettuare quella che in fin dei conti risulta essere una vera e propria terapia è necessario effettuare una diagnosi precisa e solo lo specialista ha le competenze per poterlo fare.


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